Studio medico specialista in dermatologia e cura delle malattie veneree

Dermatologo Olistico – Parma – Italy.
Dermatologia clinica e pediatrica, allergologia, specialista in venereologia e malattie veneree, estetica eudermica, medicina anti‐age e rigenerativa, omeopatia, omotossicologia, agopuntura, psicosomatica, bioenergetica, dermoriflessologia, dermosomatica. Discipline differenti fuse in un approccio integrato e sinergico per cure indolori (no-needle therapy), compatibili con le tue caratteristiche, la tua personalità, il "carattere" della tua pelle. Informazioni ed articoli da scaricare e leggere con calma.

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L'UBRIACO E LA CHIAVE: PROGETTO OLISTICO E METODO CAVAGNA

Pubblicato in data 6-1-2018

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dermatologia

La storia dell’ubriaco che perde la chiave di casa e la cerca sotto al lampione, anziché lungo la strada percorsa, perché lì c’è più luce, riflette le strade facili che spesso la medicina cerca di seguire. Qui voglio raccontare quello che la mia esperienza di dermatologo e omeopata mi ha insegnato nel corso degli anni: la medicina del cuore.
Un ubriaco aveva perso la chiave di casa e la cercava non dove l’aveva persa, ma sotto a un lampione, per il semplice motivo che lì c’era più luce e ci vedeva meglio. Spesso nella vita, anche noi ci comportiamo come l’ubriaco: facciamo ciò che ci costa meno fatica per pigrizia, opportunismo o paura. Nascondiamo la testa sottoterra come gli struzzi e ci rifiutiamo di vedere o di sentire ciò che accade attorno a noi, non facciamo un solo passo nella direzione giusta, ma restiamo al caldo o alla luce di ciò che già sappiamo non andarci bene.
Nel corso dei secoli la scienza ha fatto passi da gigante, scoprendo farmaci utilissimi, inventando strumenti diagnostici e terapeutici sempre più progrediti ed efficaci, e noi tutti ne godiamo oggi i benefici. Penso però, che la direzione della ricerca e della crescita, sia stata troppo spesso e troppo a lungo attorno al lampione e non abbia fatto quel piccolo sforzo di ritornare sui propri passi e vedere dove aveva perso il contatto con la realtà, con la logica e con l’umanità (e quindi con l’uomo).
Tornare sui suoi passi avrebbe richiesto umiltà e autocritica, qualità tanto più rare quanto più si sale l’Olimpo della scienza moderna. Lo scetticismo, l’arroganza ed il delirio di onnipotenza hanno inquinato la coscienza di noi medici, rompendo il sottile filo di congiunzione con chi ci sta di fronte. Quanti congressi, sperimentazioni, lavori clinici di assoluta inutilità vengono continuamente prodotti solo per autopromozione, per aumentare le medaglie sul petto o la stima e la considerazione generale.
E così siamo ancora sotto il lampione...
Troppo spesso l’autorità scientifica si comporta come l’ubriaco che caparbiamente rifiuta di ascoltare ogni parere e di ripercorrere a ritroso la strada buia in cerca della sua chiave. Cerca solo dove crede che ci sia la luce.
Nella mia professione, e non sono solo per fortuna a farlo, nei confronti del mio paziente ho scelto di dedicare parte del tempo alla ricerca della chiave di questo sconosciuto che rischia di rimanere fuori casa e percorrere più volte il tragitto dal bar al lampione. Lo faccio nella speranza di aiutare chi non è in condizione di farlo da se. Di solito il medico che dedica tempo ai pazienti non finisce sulle pagine dei giornali o nei programmi televisivi, perché il suo lavoro non si svolge sotto i riflettori né sotto i lampioni, ma
in strade buie e poco conosciute.
“Fa più rumore un albero che crolla, di un’intera foresta che cresce” dice un proverbio. Bene, io spesso mi sento come l’albero che cresce, silenzioso ma utile. Con coraggio e volontà. L’ubriaco ci deride e urla che non capiamo nulla, i passanti ci dicono che è tutto inutile, ma tante volte noi
troviamo la chiave, e questo ci basta. A volte un ubriaco si sveglia al mattino nel suo letto, vede la chiave sul comodino e non sa chi ringraziare; altre volte un passante si meraviglia di non avere notato quella chiave lì per terra, proprio dove era appena passato, ma in pochi si chinano a raccoglierla.
Magia, stregoneria, caso, destino, aggiungete tutti gli appellativi che volete: i più “geniali” la chiamano medicina alternativa, come se potessero esistere medicine “diverse”.
Medicare, curare, vuol dire anche amare, sé stessi gli altri.
Non vi sono “alternative”: se non ami non curi, fai solo il meccanico dei corpi. “Ama ciò che fai e farai ciò che ami” recita un proverbio “Solo così tu sarai RE”.
Quando una persona guarisce è merito suo, ma spesso è grazie al medico che ha trovato la via per superare la malattia, il momento difficile. Quando la persona non guarisce è colpa del medico che non ha trovato il modo di aiutare la persona ad aiutarsi. Nostro compito è quello di rendere consapevoli i pazienti della loro situazione fisica, ma soprattutto emotiva e mentale.
Ma la direzione qual è? Bisogna trovarla, e per trovare bisogna cercare. Chi rimane sotto al lampione non la troverà mai. Non vi sono binari né stazioni, né sentieri già marcati: ognuno deve cercare la propria chiave dove pensa di averla persa, fosse anche in fondo ad un lago o su di una montagna, costi quel che costi. Uscire dal cono di luce però vi esporrà alle critiche dei passanti, agli sberleffi dell’ubriaco e di chissà chi altri: certezze zero, rischi tanti, guadagni pochi.
Ma questo non spaventa. Io credo che la chiave sia nascosta nel posto più difficile da raggiungere: il cuore dell’uomo, sede dei suoi sentimenti, emozioni, passioni. Quel povero cuore da noi tanto indagato con sonde, cardiografi, ecografi, e perfettamente ricostruito artificialmente, ma quasi mai considerato dal punto di vista emotivo.
Sappiamo tutto sulla fisiologia del cuore, da bravi elettricisti, ma non conosciamo quali meridiani energetici lo attraversano e quali influssi ha sugli altri organi, cervello compreso.
Quante volte ci siamo chiesti quali emozioni, sentimenti, passioni lo hanno fatto palpitare, soffrire, arrestarsi, scoppiare?
Non abbiamo mai studiato il simbolismo che il cuore assume nelle diverse medicine (amore, coraggio,forza) e che ha nella nostra e nelle altre religioni, ma soprattutto, non sappiamo nulla del cuore di chi ci sta di fronte, e spesso nemmeno del nostro.
L’uomo viaggia nelle galassie con le astronavi, manda sonde sui pianeti lontani anni luce, ma non sa ancora viaggiare nel cosmo dei suoi pensieri, e si perde nell’oceano delle proprie emozioni. E, cosa ancor più grave, non conosce le spettacolari correlazioni tra la mente ed il corpo.
Ora siamo fuori dalla luce del lampione...
.... e, con una lanterna in mano, ci facciamo strada in un mondo nuovo, noto a pochi, ma ricco di sorprese e soprattutto di riscontri. Ma per trovare, come dicevo prima, bisogna cercare, e cercare nel posto giusto,
esplorare nei posti più impensati e irraggiungibili, che per noi medici sono la mente e le emozioni.
“Ci vuole coraggio, umiltà, e tanta, tanta, tanta volontà.”

Roberto Cavagna
www.dermatologiaolistica.com

COSA SI NASCONDE DIETRO IL PRELIEVO OBBLIGATORIO DEL DNA DEI NEONATI IN VIGORE DAL 15 DI QUESTO MESE?

Pubblicato in data 3-9-2016

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neonato

Come medico e come genitore, sono molto preoccupato e poco convinto dell’OBBLIGO di sottoporre tutti i neonati al prelievo di sangue per effettuare test sul loro DNA alla ricerca di malattie metaboliche. Sarebbe davvero una bella notizia se, oltre alla gratuità dell’esame, ci fosse anche la facoltà di rifiutarsi di effettuarlo. Troppe volte ho assistito ad esami sul sangue, saliva o liquidi corporei dei miei pazienti, scontati o regalati, che sotto le buone intenzioni nascondevano come unico obiettivo la raccolta di dati e molecole di DNA per scopi ancora non chiari.
La legge 167/2016 recante "Disposizioni in materia di accertamenti diagnostici neonatali obbligatori per la prevenzione e la cura delle malattie metaboliche ereditarie", approvata definitivamente il 4 agosto scorso e pubblicata ieri sulla Gazzetta Ufficiale, specifica: “Gli accertamenti diagnostici nell'ambito degli screening neonatali obbligatori di cui all'articolo 1 sono effettuati per le malattie metaboliche ereditarie per la cui terapia, farmacologica o dietetica, esistano evidenze scientifiche di efficacia terapeutica o per le quali vi siano evidenze scientifiche che una diagnosi precoce, in eta' neonatale, comporti un vantaggio in termini di accesso a terapie in avanzato stato di sperimentazione, anche di tipo dietetico”.
L'Osservatorio sulle malattie rare, analizzando alcuni aspetti della legge, ne evidenzia il carattere di obbligatorietà: per lo screening neonatale metabolico allargato non è infatti previsto un consenso informato, al pari degli screening per fibrosi cistica, fenilchetonuria e ipotiroidismo congenito che sono già effettuati da anni. Dovrà essere effettuato su tutti i nuovi nati, indipendentemente dalla nazionalità e dal centro di nascita (centri pubblici, privati e a domicilio).

Non ho trovato l’elenco delle patologie che verranno indagate, né la loro incidenza sulla popolazione (comuni, rare o rarissime?).
Perchè non ci viene garantito e sottoscritto che non vi saranno usi non autorizzati del DNA dei nascituri italiani?

Attendo fiducioso ..... nel frattempo qualche dubbio mi assilla.

Il testo della legge su http://www.quotidianosanita.it/allegati/allegato4513442.pdf

OGGI ../../20.. IL MELANOMA E’ STATO DEFINITIVAMENTE SCONFITTO!

Pubblicato in data 24-7-2016

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mydream

Da oltre un anno, ormai, non registriamo più casi mortali e tutte le forme precancerose vengono trattate con successo. Scompare finalmente l’incubo e la paura per il tumore più facile da diagnosticare (perché visibile!), ma che fino a ieri mieteva ogni anno sempre più vittime.
Di questo successo dobbiamo ringraziare:
- Tutte le operatrici e gli operatori del benessere che hanno monitorato, vigilato e segnalato a noi dermatologi, le lesioni sospette che riscontravano nei loro clienti;
- I pazienti stessi che periodicamente si sono sottoposti ai controllo dei nevi ed al loro monitoraggio, oltre ad utilizzare schermi e filtri solari, integratori e fotoriparatori;
- La ricerca farmaceutica e la sperimentazione clinica che hanno messo a punto protocolli efficaci nella cura dei rari casi rimasti;
- I massmedia, le associazioni sportive ed i corpi docenti per avere sensibilizzato i bambini fin dalle prime classi sull’importanza della fotoprotezione e sui rischi delle radiazioni solari eccessive;
- Ecc……..

THIS IS MY DREAM. QUESTO E’ IL MIO SOGNO.

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METODO CAVAGNA: 1- PRIMA IL SOLE POI LA CREMA

Pubblicato in data 9-7-2016

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sole

Come fare la scorta di vitamina D senza rischiare la borsa (o la vita?)
Basta mettere la crema solare protettiva alcuni minuti dopo essersi esposti al sole (e non prima). Quanti minuti? Dai 3 ai 15 minuti: è questo il tempo sufficiente alla nostra pelle ( anche piccole zone come le mani o le gambe) per produrre la dose giornaliera di Vitamina D, che altrimenti dovremmo “comprare” dal cibo e/o dagli integratori.
Tra gli opposti estremismi di chi non usa protezione solare (rischiando la pelle e a volte la vita) e di chi se la mette prima di uscire di casa (lasciandone metà sugli abiti) e non si espone mai al sole senza schermi, esiste la GIUSTA DOSE. Si chiama MED (non l’ho inventata io, ma da decenni viene utilizzata per definire il fototipo) e corrisponde alla soglia minima di eritema, cioè: Quanto tempo impieghi a diventare rosso al sole? Per un vichingo saranno pochi minuti, per un cubano molti di più, per noi europei una via di mezzo. La puoi calcolare tu stesso esponendo una piccola area (anche solo il dorsoo della mano) al sole e cronometrarti (con variazioni minime dipendenti dall’ora, dalla latitudine e dalla stagione). Ora che conosci la tua soglia di eritema (Miniman Erythema Dose), puoi stare al sole senza crema (rimanendo un po’ al di sotto del tuo MED) e produrre la vitamina D che ti serve oggi. Poi metti tutte le creme che vuoi ed usa gli schermi solari, perché l’esubero di radiazione solare sulla tua pelle farebbe scatenare infiammazioni e danni che ben conosciamo. Poiché ci proteggiamo sempre più ma spesso senza motivo, ci dimentichiamo che solo il sole e la nostra pelle possono produrre la vitamina D, la cui carenza causa di osteoporosi, psoriasi, depressione ed immunodepressione (1) tanto che l’EFSA a gennaio ha prodotto una relazione di 180 pagine sul problema (2).
Paesi come l’Australia (3) in cui i tumori cutanei sono un problema tanto quanto l’eccessiva protezione, ha prodotto indicazioni più pratiche e facili da seguire, ma che ribadiscono, come vi esorto a fare, l’importanza di esporre al sole il nostro pannello solare elastico (la pelle) almeno alcuni minuti al giorno, tutti i giorni, secondo il vostro fototipo, ma soprattutto secondo la vostra personalissima soglia di rossore (eritema) che potete e dovete voi stessi cronometrare.

Il corpo intero ringrazierà, ed anche il vostro portafoglio.

1) http://www.slideshare.net/Metagenics_/vitamina-d-e-immunit-f-alebardi
2) http://www.efsa.europa.eu/sites/default/files/consultation/160321.pdf
3) http://www.osteoporosis.org.au/sites/default/files/files/oa_consumer_vitd%20-%20Italian.pdf

Cade il muro di Berlino delle neuroscienze: il sistema linfatico arriva fino al cervello! L'importanza del drenaggio anche nelle malattie nervose.

Pubblicato in data 7-2-2016

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linfatico

Una rivoluzione copernicana ribalta il pensiero della medicina tradizionale: scoperta la connessione del sistema linfatico col cervello, direttamente connessi attraverso vasi finora sconosciuti. Pubblicato su Nature-Research/Letter di giugno 2015 lo studio dell'Università della Virginia che cancella oltre un secolo di ignoranza medica sul sistema nervoso che, sebbene sospeso e galleggiante nel liquido cefalo-rachidiano, si pensava fosse separato dagli altri organi e dal sangue, dalla invalicabile BARRIERA EMATO-ENCEFALICA. Cade quindi anche questo “muro di Berlino” e si confermano numerose ipotesi patogenetiche su malattie come la sclerosi multipla, le demenze, l'Alzheimer, l'autismo; malattie ORA DOCUMENTATAMENTE neuroinfiammatorie associate a disfunzioni del sistema linfatico ed immunitario. “Non credevo che ci fossero strutture del corpo di cui non fossimo a conoscenza. Pensavo che questo tipo di scoperte si fosse concluso a metà del secolo scorso”, ha ammesso candidamente Jonathan Kipnis, uno dei coordinatori della ricerca. Una scoperta che dimostra anche ai più scettici, come la salute del nostro sistema immunitario e linfatico sia strettamente connessa con le nostre performance mentali e capacità cognitive. Importantissimo, quindi, mantenere il sistema linfatico pulito ed efficiente, non solo per la salute fisica, ma anche per quella mentale: solo così potremo prevenire i danni ossidativi ed infiammatori delle sempre più numerose patologie nervose, come ad esempio le placche di accumuli proteici (beta amiloide) che “intasano” i neuroni nella Malattia di Alzheimer.
Forse ora la medicina ufficiale riconoscerà il merito dell’omeopatia e della omotossicologia che, anche in questo tipo di disturbi, ha sempre proclamato come “conditio sine qua non” il drenaggio all’inizio di ogni trattamento. Hanhemann e Reckeweg ringraziano: “meglio tardi che mai!”.

Nell'immagine: il sistema linfatico prima (a sinistra) e dopo questa scoperta (Cortesia University of Virginia Health System).

Retromarcia sul Vaccino anti-HPV: cautela o presa di coscienza?

Pubblicato in data 6-2-2016

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papillomavirus

E’ di questi giorni la notizia ufficiale (Società Italiana di Farmacologia) che invita ad una diminuzione della dose di vaccino HPV, consapevoli del fatto che “In generale, la maggior parte delle infezioni da HPV sono asintomatiche e presentano un’eradicazione dell’infezione in pochi mesi, con il 90% dei casi infetti eradicati completamente entro i 2 anni.”
Le stesse fonti concludono che, poiché “si può comunque considerare che la risposta anticorpale in adolescenti che ricevono due dosi di vaccino contro l'HPV non è inferiore a quella riscontrata in donne che ne ricevono tre dosi”……. "i dati riportati incoraggiano l’utilizzo di programmi vaccinali a dosi ridotte, soprattutto per quei paesi dove, per problemi logistici e di costi, i vaccini sono poco utilizzati. “
La matassa è ancora più ingarbugliata, poi la stoccata finale: "Conflitto d’interesse: Un autore ha dichiarato di aver ricevuto finanziamenti da CSL Bio., Merck e GlaxoSmithKline; è, inoltre, membro del Merck Global Advisory Board così come del Merck Scientific Advisory Committee for HPV." (1)
La mia coscienza stride, poiché già da dieci anni esprimo le mie perplessità su questo “sacrificio delle vergini”, una vaccinazione fatta su bambine dodicenni, che fin dall’inizio ha presentato diversi “problemi:
-il vaccino serve a proteggere da soli pochi ceppi di virus (meno di dieci) tra gli oltre 100 che possono essere attivi nel generare la malattia.
- La malattia indotta dall'HPV è grave nel terzo mondo, dove nessuno si può permettere la spesa di 400 € a trattamento, ma è del tutto controllata in Europa dove il tumore dell’utero, che viene imputato all'HPV non rappresenta un rischio grave. La semplice prevenzione attuata con PAP test e con visite periodiche, impedisce a questa situazione di degenerare. Nel 90% dei casi, il contatto con questo virus non provoca nulla; in un 10% dei casi si producono lesioni benigne e superficiali, che solo in alcune donne e solo dopo decine di anni, potrebbero originare una displasia della cervice. o condilomi (verruche genitali o creste di gallo). Ma non tutte le displasie del collo dell'utero sono causate dal virus, e le fonti di informazione questo non lo dicono. Non sono un matematico, ma so fare i calcoli e mi sembra che alla fine della fiera la protezione vantata e non dimostrata (il vaccino è preventivo e non terapeutico) non sia superiore al 7% o giù di lì.
- poiché il vaccino non protegge completamente, qualsiasi donna vaccinata dovrà comunque continuare a fare lo stesso la prevenzione come era previsto prima (visita e PAP test).
- la fonte ufficiale VAERS (registro internazionale per gli eventi avversi alle vaccinazioni) già nel 2007 segnalava 3 casi mortali succesivi alla vaccinazione e ben 1631 effetti avversi seri (sugli oltre 4200 rilevati) solo per le vaccinazioni fatte negli USA.
Ma il problema più severo, a mio parere, è quello psicologico, simile ad una azione di terrorismo sessuale. Come vivranno le bambine la comunicazione su questo vaccino? Se a dodici anni mi avessero imposto di fare un vaccino che mi avrebbe “forse” protetto durante i rapporti sessuali dal “forse” contrarre un virus che dopo decine di anni avrebbe “forse” potuto trasformarsi in un tumore maligno, non solo avrei guardato negli occhi l'interlocutore per valutare il suo grado di pazzia, ma avrei iniziato a considerare la sessualità una malattia contagiosa e pericolosa prima ancora di provarla. Eppure questa campagna di vaccinazione è ormai in vigore da quasi 10 anni e di certo avrà instillato nel loro cervello un tarlo che "forse" col tempo le terrorizzerà ogni volta che penseranno ad un rapporto amoroso. Il vaccino che hanno ricevuto, poi, non sarà comunque infallibile, proteggendo parzialmente (e non si sa ancora per quanto tempo, chi dice 5 chi 10 anni) da solo alcuni dei 100 tipi di virus HPV correlati.
Sinceramente non so più come interpretare questa marcia indietro parziale che non fornisce chiarezza, né garanzie di salute, ma come tutte le ritrattazioni, preoccupa noi medici e voi genitori.

1) http://edicola.sifweb.org/edicola/farmaci/numero/181/articolo/5193